Il massaggio del womb come ritorno più profondo a sé stessə
- Enrico Fonte

- 23 gen
- Tempo di lettura: 4 min

Il basso ventre è una regione corporea che molte persone percepiscono poco nella vita quotidiana. Dal punto di vista neurofisiologico questo accade perché la sensibilità interocettiva — cioè la capacità di percepire i segnali interni del corpo — può ridursi in condizioni di stress cronico, tensione emotiva o abitudine a “vivere nella testa”.
Il womb, inteso qui come area uterina e pelvica, diventa così una zona poco sentita, non perché sia inattiva, ma perché il cervello ne riceve segnali attenuati o ignorati.
Questa regione però è densamente innervata, riccamente vascolarizzata e connessa a diaframma, pavimento pelvico e addome attraverso continuità fasciali. Le ricerche anatomiche mostrano che tensioni in queste catene connettivali possono influenzare postura, respirazione e tono muscolare globale. Quando queste tensioni si stabilizzano nel tempo, possono contribuire a sensazioni di rigidità, pesantezza o disconnessione corporea.
Storicamente il womb è stato osservato quasi esclusivamente in chiave riproduttiva o patologica. Questo ha prodotto una lunga tradizione di interventi medici o culturali in cui l’esperienza soggettiva della persona è stata marginalizzata.
La Bodymind Happy Womb Massage si colloca in un’altra prospettiva: non mira a correggere una funzione, ma a facilitare una riappropriazione percettiva e neurofisiologica della regione pelvica.
La pratica utilizza un tocco lento, stabile e consensuale. Questo tipo di contatto è noto per favorire l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico, responsabile di stati di recupero, digestione e riposo.
Studi mostrano che tale attivazione è misurabile attraverso l’aumento della variabilità della frequenza cardiaca, un indicatore di regolazione dello stress. In termini semplici: quando il corpo percepisce sicurezza nel contatto, entra più facilmente in uno stato fisiologico di calma.
Perché questa esperienza conta
L’importanza della pratica non riguarda una “cura” medica, ma la possibilità di influenzare processi corporei misurabili legati a regolazione nervosa e percezione corporea. Esperienze di contatto sicuro possono infatti migliorare l’integrazione somatosensoriale, cioè il modo in cui il cervello costruisce la mappa interna del corpo. Studi in psicoterapia corporea mostrano che questo processo rafforza il senso di abitare il proprio corpo in modo più stabile.
Molte persone descrivono respiro più profondo, riduzione della tensione addominale e senso di centratura. Dal punto di vista fisiologico, questi effetti sono coerenti con una riduzione dell’attivazione simpatica (stress) e un aumento dell’attività parasimpatica (recupero). Non si tratta quindi solo di esperienza soggettiva, ma di una modulazione concreta del sistema nervoso autonomo.
In una società orientata alla prestazione, la pratica introduce un contesto in cui non è richiesto alcun risultato. Questo permette al sistema nervoso di uscire temporaneamente dalla modalità di controllo e anticipazione, favorendo processi spontanei di autoregolazione.
Cosa accade durante la pratica
Il contatto viene sempre stabilito con consenso continuo. Questo è rilevante anche dal punto di vista neurobiologico: il senso di controllo sulla situazione riduce l’attivazione delle reti cerebrali della minaccia e facilita la risposta di sicurezza. La persona può interrompere o modulare il tocco in ogni momento, mantenendo un ruolo attivo nella regolazione dell’esperienza.
Il tocco non mira a stimolare direttamente l’utero, ma i tessuti addominali e pelvici circostanti. Studi ecografici indicano che una mobilizzazione delicata di questi tessuti può aumentare temporaneamente il flusso sanguigno nella regione uterina. Questo favorisce ossigenazione locale e rilascio di tensioni muscolari e fasciali.
Parallelamente, la stimolazione lenta della pelle e dei tessuti profondi attiva fibre nervose sensoriali che inviano segnali calmanti al tronco encefalico, contribuendo a ridurre il tono generale di difesa del corpo.
Perché il ventre è una porta
Dal punto di vista anatomico, diaframma respiratorio, muscoli addominali, pavimento pelvico e strutture uterine formano un’unità funzionale collegata da fasce continue. Questo significa che modifiche di tono o mobilità in un’area possono influenzare l’intero sistema.
Il ventre è anche una regione con elevata densità di recettori interocettivi, coinvolti nella percezione degli stati interni. Riattivare la sensibilità in quest’area contribuisce a migliorare la consapevolezza corporea globale. Studi mostrano che esperienze di contatto sicuro possono riorganizzare l’immagine corporea implicita, cioè la rappresentazione non cosciente del proprio corpo nel cervello.
Per questo il lavoro sul ventre non produce solo effetti locali, ma può influenzare postura, respirazione, senso di centratura e autoregolazione emotiva.
Simboli, genere e relazione nel tocco
Il contesto relazionale del tocco influenza direttamente la risposta neurofisiologica. La percezione di sicurezza, rispetto e chiarezza del ruolo riduce l’attivazione delle reti cerebrali legate alla vigilanza sociale. Questo spiega perché la qualità della relazione terapeutica e il consenso esplicito sono componenti centrali dell’efficacia dell’esperienza.
Le differenze simboliche legate al genere di chi offre il trattamento possono modulare aspettative, memorie corporee e livelli di fiducia. Questi fattori influenzano a loro volta la regolazione del sistema nervoso autonomo durante la pratica.
La grammatica del tocco e del consenso
Dal punto di vista scientifico, il consenso continuo non è solo un principio etico, ma un fattore regolativo del sistema nervoso. Sapere di poter fermare il contatto in ogni momento mantiene attiva la percezione di controllo, riducendo le risposte di allarme del corpo.
La profondità del tocco viene modulata in base alla risposta dei tessuti e del respiro. Questo permette di lavorare entro la finestra di tolleranza fisiologica della persona, evitando sovraccarichi sensoriali o reazioni difensive.
La semantica del tocco profondo
La Bodymind Happy Womb Massage non promette effetti terapeutici medici. La ricerca attuale indica però che esperienze di tocco lento, consapevole e consensuale possono produrre effetti misurabili su:
Regolazione del sistema nervoso autonomo
Integrazione della percezione corporea
Riduzione dei marcatori fisiologici di stress
L’efficacia principale rimane esperienziale, ma è supportata da meccanismi fisiologici coerenti e osservabili.
Il messaggio implicito per il sistema nervoso è: il corpo è al sicuro. Da qui possono emergere spontaneamente rilassamento, respiro più ampio e miglioramento del senso di abitare il proprio corpo.
Note scientifiche
Attivazione del sistema parasimpatico e aumento della variabilità della frequenza cardiaca in risposta a tocco lento e sicuroLicciardone et al., 2010
Aumento temporaneo del flusso sanguigno nella regione uterina dopo mobilizzazione manuale dei tessuti addominaliKing et al., 2007
Continuità fasciale tra diaframma, addome, pavimento pelvico e area uterinaMyers, 2014
Riorganizzazione dell’immagine corporea implicita attraverso esperienze di contatto sicuroPrice, 2005
Stimolazione manuale lenta e miglioramento del movimento dei liquidi interstizialiFoldi & Foldi, 2006
Continuità miofasciale tra diaframma e strutture pelvicheBordoni et al., 2020
Modulazione dei processi infiammatori tramite attivazione del riflesso antinfiammatorio vagaleTracey, 2002



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