CBD in terapia psicologica e psicosomatica
- Enrico Fonte

- 5 gen
- Tempo di lettura: 5 min

Disclaimer
Il tema del CBD è oggi fortemente influenzato da tendenze di mercato e da un grande interesse economico. Molte delle ricerche disponibili sono finanziate da aziende del settore e non sempre indipendenti, perciò è importante leggere con spirito critico qualsiasi affermazione sui suoi effetti.
Il CBD viene spesso presentato come “naturale” o “sicuro”, ma ciò non significa che sia privo di rischi o adatto a tuttə.Chiunque stia valutando di assumerlo — soprattutto se segue già terapie mediche o psichiatriche — dovrebbe consultare il proprio medico curante prima di iniziare.
Le informazioni di questo articolo hanno scopo formativo e non sostituiscono una consulenza medica o psicoterapeutica personalizzata.
Premessa Bodymind: prima il lavoro sul corpo e sulla mente, poi gli integratori
Nel percorso di crescita psicocorporea, il CBD può avere senso solo dopo aver concluso con buoni risultati un ciclo di coaching psicosomatico Bodymind.
Prima di rivolgersi a sostanze o integratori, è fondamentale che la persona abbia già esplorato le cause corporee e pratiche della propria disregolazione — cioè degli stati di tensione, stress o iperattivazione del sistema nervoso.
Questo lavoro di base comprende respirazione, sonno, alimentazione, movimento, confini energetici, ritmo circadiano e postura.
Il coaching psicosomatico Bodymind aiuta la persona a scoprire quali tecniche di attivazione vagale (cioè di stimolazione del nervo vago, responsabile della risposta di calma e digestione) funzionano meglio per sé.
Non esiste una formula unica: ciò che calma un corpo può non funzionare per un altro.Ogni organismo ha una propria sensibilità e una propria storia, e per questo il processo richiede tempo, ascolto e pazienza. Alcunə trovano equilibrio nel respiro profondo o nella meditazione corporea, altrə nel movimento fluido o nel contatto fisico consapevole.
Siamo oltre otto miliardi di esseri umani sul pianeta, ognunə con una fisiologia e una biografia emotiva unica: il percorso di autoregolazione è sempre personale.
Solo quando questa base è consolidata, l’uso di integratori come il CBD può avere senso come strumento secondario di supporto, utile per facilitare la regolazione o per amplificare gli effetti delle pratiche già interiorizzate.
Quando può essere utile
Il CBD può sostenere il lavoro terapeutico quando la persona fatica a calmarsi nonostante abbia già acquisito consapevolezza cognitiva ed emotiva. Può essere un aiuto temporaneo per chi vive in uno stato costante di iperattivazione del sistema nervoso, in cui il corpo resta in allerta anche dopo la fine del pericolo.
Le ricerche mostrano benefici nel disturbo d’ansia, nel disturbo post-traumatico da stress (PTSD) e nel dolore cronico di tipo psicosomatico¹. In questi casi, il CBD sembra agire sul sistema nervoso modulando l’attività dell’amigdala (una zona del cervello che regola la paura) e rafforzando l’attività del sistema parasimpatico, responsabile del rilassamento e della rigenerazione.
Negli stati ossessivi (OCD), le prove scientifiche sono ancora poche, ma i primi studi suggeriscono un effetto indiretto sulla regolazione emotiva e sull’impulsività².
Come usarlo in pratica terapeutica integrata
L’approccio Bodymind non mira a prescrivere, ma a integrare: il CBD può avere un senso solo se inserito in un percorso terapeutico o di coaching già strutturato.
Il processo ideale comprende quattro fasi:
Valutazione iniziale – comprendere lo stato generale della persona, la presenza di altri farmaci e il livello di stress o di disregolazione corporea.
Informazione consapevole – chiarire che il CBD non è un farmaco riconosciuto per ansia o depressione, ma un possibile supporto per calmare il sistema nervoso.
Coerenza con il percorso Bodymind – il CBD non sostituisce il lavoro corporeo o psicologico, ma può renderlo più profondo favorendo il rilassamento e la concentrazione.
Monitoraggio continuo – osservare e annotare i cambiamenti nel sonno, nel tono emotivo, nel dolore e nella vitalità generale ogni 4–6 settimane.
Durante questo periodo, è utile continuare ad allenare le tecniche di autoregolazione vagale apprese nel coaching psicosomatico — ad esempio respirazione lenta, stretching fluido, canto tonico, contatto corporeo o momenti di quiete.
Il CBD può essere integrato come supporto in queste pratiche, ma non le sostituisce: il suo effetto più profondo si manifesta proprio quando il corpo ha già imparato a riconoscere la calma come uno stato sicuro.
Quantità e dosaggi orientativi
Gli studi clinici riportano effetti ansiolitici (cioè riduttori dell’ansia) con dosi giornaliere di 25–50 mg di CBD³.Nel caso di insonnia, dosi serali di 25–150 mg migliorano la qualità soggettiva del sonno⁴.
Nel dolore cronico e psicosomatico, le risposte variano tra 50 e 200 mg, ma il beneficio non aumenta sempre con la dose: la regolazione del sistema nervoso è un equilibrio, non una questione di quantità.
Per chi usa un olio al 5 % (500 mg in 10 ml), ogni goccia contiene circa 2,5 mg di CBD; 10 gocce equivalgono a circa 25 mg. Si consiglia di iniziare con dosi basse e di aumentare lentamente, osservando la risposta del corpo. Ogni organismo reagisce in modo diverso, quindi serve ascolto, lentezza e supervisione.
Per quali quadri funzionali
Le prove più convincenti riguardano:
Disturbi d’ansia (generalizzata, sociale, post-traumatica);
Insonnia da stress e risvegli notturni;
Dolore cronico muscolo-tensivo e fibromialgia;
Disturbi psicosomatici come colon irritabile, cefalea tensiva, dolori cervicali o lombari.
Non ci sono ancora evidenze solide per depressione, disturbi alimentari, schizofrenia o disturbo ossessivo-compulsivo.
Cosa è importante nella pratica
La qualità del prodotto è fondamentale. Deve essere certificato con analisi di laboratorio (COA) e contenere la quantità di CBD dichiarata, con THC inferiore allo 0,2 %.Attenzione anche alle interazioni farmacologiche: il CBD può interferire con antidepressivi, ansiolitici o antiepilettici, alterando i livelli nel sangue.
L’assunzione funziona meglio quando il corpo è già in uno stato di calma o dopo pratiche vagali (come respirazione profonda o automassaggio). Se il corpo è ancora in allerta, l’effetto può essere ridotto.
Nel setting Bodymind, il CBD può essere usato come facilitatore dell’integrazione — ad esempio dopo una sessione di rilascio miofasciale, di respirazione o di meditazione somatica — per consolidare la risposta parasimpatica e sostenere la percezione di sicurezza.
Cosa la scienza ancora non dice
La ricerca è promettente, ma restano molte domande aperte:
Qual è la dose minima efficace nel lungo periodo?
Esiste tolleranza o assuefazione dopo uso prolungato?
In che modo il CBD interagisce con le terapie psicocorporee e i processi di memoria emozionale?
Nei dolori psicosomatici, agisce più sul sistema nervoso o sul vissuto emotivo del dolore?
Quasi tutti gli studi hanno durate inferiori ai tre mesi e campioni ridotti, quindi le conclusioni devono essere considerate provvisorie.
Conclusione Bodymind
Il CBD non è una scorciatoia, ma può essere un alleato di co-regolazione per chi ha già imparato ad ascoltare il proprio corpo. Non guarisce da solo la sofferenza, ma aiuta il sistema nervoso a calmarsi, aprendo spazio alla trasformazione psicologica e relazionale.
Nel linguaggio Bodymind, è come abbassare il rumore di fondo del corpo per permettere alla mente e al cuore di parlarsi con più chiarezza.
Fonti scientifiche
1. Crippa JAS et al., Front Pharmacol. 2018; 9:148.
2. Kayser RR et al., J Cannabis Res. 2020; 2(1):4.
3. Linares IM et al., Braz J Psychiatry 2019; 41(1):9–14.
4. Suraev AS et al., J Clin Sleep Med. 2023; 19(6):1111–1120.
5. Häuser W et al., Pain 2022; 163(7):e708–e716.
6. Devinsky O et al., N Engl J Med 2017; 376:2011–2020.
7. Stout SM & Cimino NM, Ann Pharmacother. 2014; 48(4):515–528.
8. Bonn-Miller MO et al., JAMA 2017; 318(17):1708–1709.
Note esplicative
Sistema vagale o nervo vago: il principale nervo del sistema parasimpatico, coinvolto nel rilassamento, nella digestione e nella regolazione del battito cardiaco. Stimolarlo in modo naturale (respiro, canto, contatto, movimento) aiuta il corpo a uscire dallo stress.
Iperattivazione: stato di allerta continua in cui il sistema nervoso resta “in guardia”, anche senza una minaccia reale.
Parasimpatico: la parte del sistema nervoso che favorisce la calma, la guarigione e la digestione.
Amigdala: zona del cervello che elabora emozioni intense come paura e rabbia.
Disregolazione: incapacità temporanea del sistema nervoso di bilanciare attivazione e rilassamento.
COA (Certificate of Analysis): documento rilasciato da laboratori indipendenti che certifica la composizione di un prodotto.
Fitocannabinoidi: sostanze naturali della pianta di cannabis che interagiscono con il sistema endocannabinoide umano.



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